Innuendo International Film Festival

MANIFESTO


The Innuendo International Film Festival is made with love from filmmakers for filmmakers! We love cinema and we would like to promote and push your film through our festival by giving your film the chance to be screened in front of an open-minded audience and offering the creators the possibility to talk directly with the spectators in a friendly familiar atmosphere with several meet and greet areas to get connected with other filmmakers and professionals to build up your network.


Innuendo is an interesting English word, stemming from Latin but curiously not existing in modern Italian. The baroque neologism has been created in the legal environment for referring to parenthetic explanatory material introduced in a lawsuit. The very original context of the word “innuendo” is that of political trials around the crown of England in the 17th century. Innuendos were rhetorical means used at once by political activists to formulate concealed attacks against absolute monarchy and tyrants as well as by the machinery of the courts to accuse system opponents of being guilty of treason and other capital offenses. In the legal kind of framework innuendos are either “true” or “false”. In an epoch where social realities are more than ever constructed on the basis of allegations that are all but covert, we are keen to spot in films every attempt to let drop a hint, insinuate, allude to and use every figurative instrument (as double-meanings, allusions, insinuations, apparently innocent words, allegations, rumors, suggestive remarks, etc.) in order to support by any means the own particular and interested narrative.

Through the sorrow all through our splendour
Don’t take offence at my innuendo (Queen)

Visual culture, being a bearer of instantaneous communication, is then often the most suitable vehicle to directly convey indirect suggestions, oblique allusions, tortuous insinuations, duplicitous allegations, e.g. different forms of figurative language with influential power.
Motion pictures, per se moving pictures – and moved pictures de facto -, convey emotions and reactions, that in their turn let take a stance towards what happens in that particular movie film, that is, towards behavior and personality patterns, values, ideologies, philosophies of life, commons sense and social or political situations at large. Lying the expressivity of cinema intrinsically in the images themselves, one can wonder what these images get the viewer image and what they leave to the imagination.

Cinema is capable of constructing social reality and can through its powerful imagery influence the process and the content of imaging, by suggesting ideas, associations, and connections, giving certain explanations for the development of the story we learn about. Mostly the associations are directly and explicitly stated, but sometimes they are indirectly implied. Either way, it is left to the audience to make the suggested connections.

Narrative cinema, due to its teleological nature, makes use only of logical explanations for providing clarity, not giving much space to parenthetical ones as arthouse cinema does, because accepting the fragmentation of time. Some space in-between is therefore missed in modernist cinema, the liminal space which gives the chance to break boundaries of linear storytelling and land to the shores of postmodernist imaginativeness.

Our lives dictated by tradition, superstition, false religion
Through the aeons, and on and on (Queen)


As innuendos exist and are over and over again at work, we feel committed to unmask, uncover and lay them bare through the medium of cinematography.


MANIFESTO (it)

Partecipanti all’ Innuendo International Film Festival sono opere cinematografiche e documentaristiche in cui emergono alcune tematiche riferibili a tutto un territorio di provocazioni sociali più o meno scoperte perché troppo o troppo poco socialmente accettate. Nella fattispecie ci interessa mostrare sottili giochi di natura comunicativa e simbolica sostenuti dall’ampia fenomenologia riconducibili alle allusioni, alle insinuazioni, alle intimazioni via “detto-non-detto”, al gossip sottilmente diffamatorio, ai rumors , agli sguardi di soppiatto, allo sguardo sgomento davanti a provocazioni sociali anche del tutto naif e pudiche, alle occhiatacce retrograde, al disprezzo sociale che nasconde invidie indicibili, alle pruderie borghesi e non, nonché a tutta quella variegata varietà di modi espressivi in cui anche per reverenza e rispetto le cose non vengono chiamate con il proprio nome.
In epoca di #Me Too e #Not Me crediamo che Milano sia la città giusta a dar sfondo al display di ubiqui/obliqui doppi giochi, dove il labelled si confonde con il label.
Innuendo è infatti un’interessante parola inglese, derivante dal latino ma inesistente in italiano. Il neologismo barocco è stato creato in ambiente giuridico per riferirsi al materiale esplicativo parentetico introdotto nelle cause legali. Propriamente, il contesto originale della parola è quello dei processi politici attorno alla corona d’Inghilterra nel XVII secolo. Gli innuendo erano mezzi retorici utilizzati al contempo da attivisti politici per formulare celati attacchi contro la monarchia assoluta e i tiranni, così come dalla macchina cortigiana per accusare gli oppositori del sistema di essere colpevoli di tradimento ed altre offese capitali. Nella cornice legale gli innuendo possono essere sia “veri” sia “falsi”. In un epoca in cui le realtà sociali sono più che mai costruite sulla base di accuse tutt’altro che coperte, siamo interessati ad individuare nei film ogni tentativo di sottointendere, dare ad intendere, insinuare, alludere e usare qualsivoglia elemento retorico espresso (come doppi-sensi, allusioni, parole apparentemente innocenti, accuse, pettegolezzi, chiacchere, commenti sfacciati, osservazioni allusive, etc.) in forma visual figurativa, utilizzati allo scopo di supportare con ogni mezzo la propria particolare versione di un certo racconto, una narrativa interessata.

Through the sorrow all through our splendour
Don’t take offence at my innuendo
(Queen)

La cultura visuale, essendo trasmettitrice di comunicazione istantanea, è quindi il veicolo più adatto a trasportare suggerimenti indiretti, allusioni oblique, insinuazioni tortuose, accuse a doppio senso, ossia tutte forme differenti di linguaggio figurativo con potere discrezionale e grande capacità d’influenza sociale. “Motion pictures”, per se “moving pictures” – e “moved pictures” de facto, trasmettono emozioni e suscitano reazioni a loro volta capaci di far prendere posizione riguardo quello che succede in particolare in quel film ma anche società allargata, cioè nei confronti di comportamenti sociali e modelli personali, valori, ideologie, filosofie di vita, il senso comune, criticità e situazioni socio-politiche. Essendo l’espressività del cinema in nuce nelle immagini stesse, ci si può chiedere che cosa facciano immaginare quelle stesse immagini e cosa lascino all’immaginazione.
Il cinema è capace di costruire realtà sociali e può influenzare il processo immaginativo e il contenuto dell’immaginazione attraverso la sua portentosa immaginatività, suggerendo idee, associazioni e connessioni, dando certe spiegazioni per lo sviluppo della storia di cui stiamo venendo a sapere. Per la maggior parte le associazioni sono dirrettamente ed estrinsecamente date, ma a volte sono suggerite indirettamente.
Il cinema narrativo, a causa della sua natura teleologica fa uso di sole spiegazioni logiche per offrire chiarezza, non dando molto spazio a quelle parentetiche come fa invece il cinema indipendente, che accetta la frammentazione del tempo. Molti degli spazi tra le righe mancano nel cinema modernista, lo spazio liminale che da la possibilità di rompere i confini del lo storytelling lineare ed approdare sui lidi dell’immaginatività prostmodernista.

Our lives dictated by tradition, superstition, false religion
Through the aeons, and on and on
(Queen)

Siccome gli innuendo esistono e sono al lavoro di continuo, sentiamo di voler contribuire a smascherarli, scoprirli e metterli a nudo per mezzo del mezzo cinematografico.
L’ Innuendo International Film Festival è creato con amore da filmmaker per filmmaker! Amiamo il cinema e vogliamo promuovere e supportare nuove opere attraverso il nostro film festival dando la possibilità a queste di essere proiettate di fronte ad un pubblico di vedute aperte e offrendo ai realizzatori la possibilità di parlare direttamente con gli spettatori o altri filmmaker e professionisti in un’atmosfera amichevole in modo da entrare in contatto con e costruire il proprio network.

© Sara Ferro