Athanasius Kircher’s prophecy ft. some Italian reflections of mine on COVID-19

Complotto senza plot, cospirazione che lascia spirare, poco sperare, sparire piuttosto, disperatamente, insperatamente nuovamente inspirare, semmai, spiraglio, spiritati brancolando dopo il tunnel le spire strette. Morire, dormire. Dopo il tunnel il ponte crollato, dopo il coma ricostruito. Le spirali burocratiche allentate, appalti bypassati, modello statuito. Si chiama Genova. In Liguria abbiamo un problema. Il basilico invenduto. In Sicilia, il traffico, diceva Johnny in un altro film. No, non è lo scudo penale evocato dal governatore regionale come lo spirito di una lentezza mediterraneamente nordica che di nordico ha poco se non il trend nel numero dei contagiati. Ma la Liguria è trasparente come le sue spiagge dimagrite. Mica come il Molise che non esiste e che a detta del governatore mediterraneamente nordico ha solo fiumare e spiagge di fiume. No, non è pervenuta nonostante indici di contagio da terza della classe, Rcon(0) anarchico come liguri teorici del Risorgimento. L’ira funesta contro i foresti, il popolo delle seconde case, il popolo delle pianure nonostante le colline, della nebbia assassina, loro in Liguria l’han sempre saputo che fossero solo di guai forieri. Ma ora, spostiamoci e partite. Ma prima, le nuove disposizioni nonostante le indisposizioni. Quali sintomi ha la sua di indisposizione? Anzi, mi dica semplicemente quanti. Non li legge i giornali? Basta così! Covid, dammi il tuo ID, eius, eo, id, eo, ciò, fammi vedere che devo co(n)dividere, anzi, senza con, solo dividere, et imperare, che imparino a con-vivermi, io da solo non ho vera vita, sono un parassita, un virus senza qualità, pura intenzione, riproduzione in autonomia, il mio sogno coronato, costernato di fronte ad un attacco pentastellato. Vis, roboris, che la forza sia con me, che sono letale, vi mando in ospedale.

Apocalittici o integrati, ora tutti disperati, nell’ora della verità. Saltano le categorie come i nervi, tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria, questa considerazione marxiana non sfuggirà alla prova epidemiologica, fino a prova contraria, che tuttavia non lascerà che contrariati. Intanto abbassate la voce, ce ne sono i motivi, parlare alto produce più fiato, anche i felini, disturbati, se ne stiano schisci, che quando soffiano partecipano come i pollini a far girare i turbini. Salto di specie addomesticato. La Cina è micina. Non tirate loro la coda, tirate la corda no. Che si spezza, come l’incantesimo di un mondo fa. Che era almeno edulcorato, seppur non ci sia del tutto piaciuto. Il comune di Medicina, zona rossa in una regione rossa come la nota repubblica nientepopodimeno che dalla bandiera rossa; e gialla come la febbre. Che popolare sarà solo nei suoi sogni, ormai incubi di tutti. Dormire, forse sognare. La Cina è vicina, piuttostosìanzichéno. The Coming Race, viene da Agartha luogo elettivo del Re del Mondo, al Secolo – d’Italia o XIX? – Xi Jinping, pong.

All’oggi, del mercato la fine non è ancora in vista, come diceva uno che di postmoderno scriveva, è più probabile assistere alla fine del mondo che che alla fine del capitalismo. Nous n’avons jamais été modernes. A torto o ragione sono il primo virus postmoderno, costruito come un patchwork con genomi di virus già esistenti, ma mi muovo internamente ad una costellazione nuova di pacco. E Sta pandemia è proprio un pacco di proporzioni gigantesche che nemmeno Amazon ti recapita più – al momento si curano solo di prodotti medicali – una “sola” come dicono a Roma. Si vede si pensava che società dell’informazione coincidesse con il venir informati e per tempo.

E stiamo come d’autunno d’estate. The End of (Hi!)story and the Last Men, fa anch’esso parte delle letture vintage da consigliare a complottisti tra il 4.0 e il 5G.

© 2020 Sara Wundersaar Ferro Weil