Charme d’irredentismo ante litteram

Nei Colli Euganei, luogo un tempo d’elezione di patrizi veneziani, sebbene non fosse ancora autunno, per brevi istanti quasi percepibili le lacrime di Jacopo Ortis perpetuamente in tempesta

disperate omeopaticamente disperse in acque termali
che fenditure nel terreno vollero diffondere sovra i mortali le cure della divinità per mezzo di acque benefiche, sgorganti dalla terra esultante di piacere, senza che queste riuscissero ad annacquare il sentimento che [lo]infiamma[va], il languido fraseggiamento del poeta commosso dalle “chiare, fresche, dolci acque” di petrachesca memoria e dalle acque salate dalla cui sciuma nacque Venere,

nell’onde del greco mar.

L’hotel Ritz ogni anno mi manda per Natale auguri vergati su un bel cartonicino che sa d’acqua santa e tutti umidi di rugiada.